Ipertrofia prostatica
L’embolizzazione della prostata (embolizzazione delle arterie prostatiche, PAE) è una procedura mininvasiva utilizzata per trattare l’ipertrofia prostatica benigna (IPB), in alternativa a interventi chirurgici come la resezione prostatica transuretrale (TURP).
Cosa tratta
L’IPB è una condizione frequente dopo i 50 anni. L’aumento di volume della prostata può determinare disturbi urinari e impatto sulla qualità di vita.
Come si svolge la procedura
Attraverso un accesso molto piccolo a livello dell’arteria dell’inguine o del braccio, il radiologo interventista inserisce un microcatetere e raggiunge le arterie che vascolarizzano la prostata. Si procede quindi all’occlusione selettiva con microparticelle che riducono l’afflusso di sangue, favorendo la progressiva riduzione volumetrica della ghiandola e il miglioramento dei sintomi.
Recupero e vantaggi
In genere l’intervento si esegue in anestesia locale, con recupero rapido (24–48 ore). Rispetto a TURP/HOLEP, presenta un rischio inferiore di complicanze legate alla funzione sessuale o urinarie (es. eiaculazione retrograda, disfunzione erettile, incontinenza). Può essere indicato anche in pazienti che non possano tollerare anestesia generale.